Ore 3.00 Si lascia "SADIODOVE" nel gelo notturno e dopo una sosta sui binari di un treno con evidenti speranze suicide si inzia a percorrere un lunghissimo stradone alberato e completamente buio.
I nsotri avanzano coperti dai sacchi a pelo a difesa del freddo: sembriamo una fila di bruchi azzurrini e verdastri.
“C’è una luce la in fondo “ urla Luca, e la fila dei bacarozzi prende coraggio ed aumenta l’andatura. È solo un lampione che illumina la curva prima di un altro interminabile vialone buio.
Così per tre volte: luce ,curva, altra strada.
Pizzo e Che rimangono al di la di un impenetrabile silenzio mentre Pazzo avanza con passi dondolanti da zombie ripetendo all’infinito: “nonfiniscemainonfiniscemainonfinisce”
0re 4,30 Poi finalmente finisce e ditro l’ennesimo lampione appare il cartello di "Oleggio Castello", ad Invorio mancano 5 km.
Presi da insano entusiasmo ci fermiamo prima dell’ultimo sforzo e ci togliamo le scarpe: Pazzo e Che non sarebbero più riusciti a rimetterle.
Nulla da fare , con quei cocomeri ai piedi non si poteva proseguire.
Nell’ordine si valutano le seguenti opzioni:
- Se non si può andare avanti torniamo indietro, a piedi. BOCCIATA
- Chiamiamo un taxi facciamo l’autostop. FALLITA
- Mangiamo il pollo crudo. BAH?!
- Mangiamo i due malcapitati, risolvendo due problemi in uno…………..
Solo il provvidenziale passaggio di un contadino al ritorno da una nottata in balera ha il coraggio alcolico di fermarsi, non farsi intimidire dalle nostre sembianze di baccelloni alieni e caricare i due poveri sventurati e i loro improbabili piedi salvandoli da un incombente banchetto di amici cannibali.
ore 5,00 I superstiti continuano.e dopo l’ultimo strappo arrivano finalmente alla meta.
I due dormono già come angioletti .
Gli altri li risparmiano più per stanchezza che per pietà.
La sera seguente , finiti i polli e preso il treno da Arona, tornammo ognuno alla propia casa stanchi ma….stanchi……e basta.
Fine