In solaio c’è una borsa nera, di tela.
Lì dentro sta tutto il passato dello zar.
Ci sono documenti di assistenti sociali che dopo attento esame affermarono:
“ Il soggetto (io) a prima vista pare affrontare con leggerezza e superficialità le tematiche adottive, ma ad un esame più approfondito si può affermare che non si tratta di un atteggiamento ma che sia proprio…come dire…. sia scemo di suo……..meno male che c’è la moglie.” ( il senso era quello).
Ci sono documentate tutte le spese dell’adozione da cui si evince chiaramente che chiamarlo “bambino d’oro” non è un vezzeggiativo ma la letterale verità.
Ci sono i documenti originali dell’anagrafe russa, perché i russi son sbrigativi sin dai tempi del KGB : che nome vuol dare al bambino , in che città lo facciam nascere, a che età?
La tentazione di chiamarlo Piersilvio e dichiararlo nato ad Arcore per poi presentarlo al premier come figlio della colpa durante una visita al suo amico Putin è stata molto forte!
Poi ci sono altri mille foglietti e documenti, con scritto tutto quel poco che si può sapere sui suoi natali.
Nomi e cognomi che corrispondono a facce di persone che non conosco e forse neppure conoscerò mai, ma alle quali devo sicuramente tantissimo.
La borsa nera starà li a prendere polvere per qualche tempo , tutto il tempo che ci vorrà.
magari per sempre, sicuramente per qualche anno ancora.
Poi forse prenderà il volo per la Siberia Occidentale per cercare risposte o solo per curiosità,
ed io, noi, lo accompagneremo in questo viaggio.
Ma questa volta non mi fregano. Io un altro mese a pelmeni e panna acida non li faccio…sia chiaro!