Caro diario
Son momenti confusi,
mentre le probabilità che io entri nel governo degli avvocati cittadini si fanno pericolosamante reali per i miei inconsapevoli colleghi, lo Zar riesce a farsi rampognare a scuola esattamente l’ultino giono prima degli scrutini.
La Zarina è giustamente nervosa.
Un vecchio zio è sbroccato a causa di una misteriosa malattia virale ed è stato portato legato in ospedale mentre roteava vorticosamente un rosario ( sta meglio ora)
Giap si è ritrovato a festeggiare una antica festa pagana per invocare la fine dell’inverno in un oratorio ove il prete, tra un risotto con la luganiga e un bicchiere di vino, sparava musica dialettale degli anni 30.
L’hanno riconosciuto e salutato segnandosi e ripetendo : “ oh! L’anticristo!”
Tempi confusi, si si!