GIAPATOI

La professoressa Marifresca Anzichenò

Giornata di colloqui dei professori.
Questo rito collettivo l’avevo già celebrato alle medie,  ma alle superiori tutto è più organizzato.

Una gentile segretaria all’ingresso mi consegna  una mappa della scuola con l’indicazione dei  professori , piano ed aula in cui ricevono.

“Caccia la tesoro !” penso , ma devo averlo pensato troppo forte perché  la distributrice di mappe mi regala  un sorriso comprensivo del tipo :
” Questo è il padre. Cosa possiamo pretendere dal figlio?”

 Incontriamo   professori normali, professori compìti , Aristogitoni  (http://youtu.be/l_4mi2SVGJs )  , i  professori odiabili  e persino quelli  persuasi.

 Alla fine del giro, dopo  due piani , quattro scale , tre “ potrebbe fare di più” e pure un “non potrebbe fare di meno” ,  giungiamo dalla professoressa di musica, tale Marifresca  Anzichenò.

“Vabbuò, sentiamo anche questa”  sussurro alla Zarina ” un pochino di pablikrelescion male non farà.”

E’ in fondo all’aula e non riesco a vederla sino a quando tocca a noi.

“Ma?”

“Ma tu?”

“Non dirmi che tu sei….”

“Sono Giap, maaa..”

“GIAPPPATOI !!!! SONO MARIFRESCA!”

Segue abbraccio lungo, di quelli veri , che ti vien voglia di stropicciarla dalla contentezza

Sento una serie di punti interrogativi grossi come  cammelli che mi arrivano alle spalle dai genitori in coda fuori la porta aperta.

Marifresca ha sempre avuto una gran voce e suona  la chitarra sin dai tempi del liceo, un paio di classi dopo la mia.

Durante l’occupazione della scuola , lei aveva un classe per sé dove per tre giorni ha suonato, cantato ed insegnato a metà della scuola: me compreso.  

Non è cambiata molto a ben guardare, non ha le gonne a fiorelloni che usava allora, ma l’aria da nipotina dei fiori non è svanita del tutto.

Ora insegna, suona col suo gruppo e collabora qui e là.
Vive nella musica. E’  quello che ha sempre voluto e si vede.

Son passati due giorni ma  da allora una moltitudine di  ricordi scomparsi  continuano a salirmi alla mente scoppiettanti come le bollicine del prosecco.

Una sola cosa non ricordo: era lei quella che usava il Patchouli ?

About these ads

Navigazione ad articolo singolo

10 pensieri su “La professoressa Marifresca Anzichenò

  1. Sì, vabbè, ma ora dicci: che dice Marifresca dello Zar? Ha un futuro come Soviet Rocker?

  2. I ricordi scoppiettanti ci fanno scoppiettare. NOn sembra vero che sia passato così tanto tempo, eh? :)

  3. Anonimo il scrive:

    lo usavano tutte! io no perché mi nauseava un po’, però adesso mi piace. dovrei dire bei tempi, ma io non ternerei alla mia adolescenza manco pagata, a parte i gonnelloni, gli zoccoli, le righe, tutte cose che per altro uso rivedute e corrette per una signora di una certa età .

  4. amissi il scrive:

    lo usavano tutte! io no perché mi dava la nausea, mentre adesso mi piace. dovrei dire bei tempi, ma io non tornerei all’adolescenza manco pagata.

  5. amissi il scrive:

    …credevo non l’avesse preso, il commento…

  6. amissi non te preocupe !
    Ripetere all’anziano non è reato!

  7. “scoppiettanti come le bollicine del prosecco”
    Oh, che bella immagine! :o )

  8. Che bell’incontro!
    Deve essere stato bello il periodo delle gonnellone a fiori… :-D
    Di sicuro più originale e colorato di quello “mio”, che prevedeva moncler e timberland d’ordinanza sennò eri out :-(

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...