Ora che la giornata della memoria è trascorsa , posso dimenticare?
La memoria ha .. la tendenza a selezionare, il gusto per il dettaglio
La memoria contiene proprio i dettagli, non il quadro d’insieme .
Josif Aleksandrovič Brodskij
Ora che la giornata della memoria è trascorsa , posso dimenticare?
Posso far riposare i ricordi faticosi, almeno per qualche tempo?
Non sto parlando delle immagini dei lager, neppure della soffitta scritta da Anna Frank o delle storie dei sopravvissuti.
Quelli che voglio mettere in un canto sono le tracce di quei giorni raccolti nella mia vita.
Un’ esistenza fortunata, tranquilla e senza guerre , anni che non finiscono nei libri di storia.
Sono dettagli, perché il quadro d’insieme di dieci milioni di persone e visi e mani che scompaiono non può rimanere stretto nel mio pensiero .
Roba di poco conto, poco più che sensazioni.
E’ il sorriso dell’uomo che ,nel giardino della Sinagoga di Rodi ,mi mostrava il numero tatuato sul braccio per spiegarci, senza molte parole, il viaggio che aveva affrontato per poter tornare li.
Certo è il fastidio provato nel guardare, dal finestrino dell’auto, i balconi fioriti delle case di Mauthausen con ancora addosso il brivido di quei tubi nelle camere a gas.
In altro modo è stato scoprire , dalla cucina di un amico , che la finestra al di là del cortile era la casa di Primo Levi e misurare la distanza sino al suolo.
Lo è anche ricordare la scena finale di un film russo visto da bambino, quella in cui il portiere della squadra che aveva battuto i nazisti , prima di essere portato via, lancia la palla sul campo e quella rotola, rotola rotola, rotola.
Cose personali , come i racconti della mia nonna che portava i suoi figli a guardare i fuochi d’artificio nel cielo verso Milano ,avvertiti dello spettacolo dal rumore dei bombardieri inglesi che avevano sorvolato la sua casa qualche minuto prima.
Dettagli inutili , frammenti che però posso ricordare e comprendere e che mi fanno sentire , fisicamente , quanto tutto ciò sia stato reale e vicino; troppo vicino per non sentirne il gelo.
Non dimentico, so bene quale sia il senso e la ragione del ricordo, ho solo voglia di riposare un poco .
Notte.
( il film si intitolava ” Terzo Tempo”, la versione del 1962 della storia raccontata poi da John Huston in Fuga per la Vittoria)


