GIAPATOI

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Il sole si monta con la chiave del 12″ ?

ImmaginePer trovare il sole son stato costretto ad arrivare al BricoCenter  e vedere se  lo vendevano in Kit.
Non c’era , anche se l’ingresso era pieno di buoni auspici.

 

 

Ne compio 50 , mi regalo Wikipedia!

Giapatoi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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e simili o altri significati del termine, vedi Giapatoi (disambigua).

 
 
 

Giapatoi (Busto Arsizio, 31 maggio 1961 –  Ferrara – Sinagoga , 31 maggio 2161 ,minimo)
é un suonatore di rock'n roll, avvocato e blogger, nonché fondatore del primo fan club " L'Ozio è la madre del vizi e noi siamo mammoni".
Ex biondo da sempre , magro da mai, occhio ceruleo e nasino all'insù, vive da tempo immemorabile al fianco della Zarina, donna magretta e dotata di spirito di sopportazione inusitato.
Leguleio da circa vent'anni, passa la giornata davanti allo specchio ripetendosi come un mantra: "non sei brutto come Ghedini e non sei pirla come Lassini"
Cuoco per passione e sopratuttuto per appetito, è miscredente e diffida degli astemi.
Dal  2000 padre dello Zar, ragazzo di origini siberiane ed apatia assolutamente mediterranea

SOLO UNA PICCOLA DISATTENZIONE

Un compagno di scuola dello Zar gira per i corridoi regalando piccoli tatuaggi temporanei  come questo:
 
 

L'UNDICI

Duemila e Undici
E’ il mio numero l' 11.
Era il numero di Giggirrrriva.
Era sempre il mio numero a scuola.
 
E’ dispari, come deve essere,
perché così  sei costretto a cercarne un altro per trovare l’equilibrio.
 
Quest’anno sono venti anni che vivo con la Zarina
ed altrettanti che sono avvocato
Son pure cinquanta in totale , in realtà.
 
Ummaddo’.
 
Senza che neppure facessi la fatica di cercarli
ho trovato tre colleghi con cui rinnovare studio e lavoro.
Hai in mente i Re Magi?
 
Prima ancora che mi preoccupassi di capire come dividermi tra  l’avventura nuova e quella degli ultimi decenni , l’ufficio  al piano di sotto si è liberato.
Solo 20 gradini tra la mia scrivania e quella di mio padre.
Tutto dal 1.1.11
 
Perfetto.
 
 ( Si insomma , quasi perfetto perché lo Zarevich  pare interessato esclusivamente ai propri  capelli e pericolosamente affezionato alla terza media e la Zarina sta giustamente perdendo la Trebisonda.)
 
 
Pieno di buoni vaticini , neanche fossi un aruspice estrusco, son partito per la montagna.
Fino alla conclusione dell’anno passato il sole non è mai stato così caldo , la neve così splendente ed il vento gelato così misericordiosamente indolente.
 
MA

al secondo giorno  lo Zarevich si sveglia con la febbre a 39 ,
il terzo trova me senza voce,
il quarto la temperatura scende a meno 15 ed incomincia a far bufera.
Il mattino del quinto giorno  decidiamo di tornare ;
il mattino  e trecento metri più a valle, proprio davanti il meccanico, l’auto decide di spegnersi, inesorabilmente  e rimanere li.
 
Resto ottimista, però …

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