GIAPATOI

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La noiosa esistenza dell’avvocato di provincia

Lunedi ore 8.30

Primo giorno dello studio al completo.
Saluti e riverenze , racconti di viaggi 
e rimasugli di pettegolezzo estivo .
Tutti belli concentrati, precisi ed efficienti.
( condizione dell'anima che , per quanto mi riguarda,
 svanirà al più tardi alle 10 e un quarto, forse dieci e venti ,
 sbaragliata in un lampo dalla granitica possanza della mia pigrizia)

Lo stesso lunedì , ore 9.00

“Giap” mi annuncia dubbiosa la dottoressa Camilla
“Sta salendo una che  è qui per il casting”
“Il casting?”
“Avrò capito male , vado ad aprire”


Sulla soglia appare una ragazzuola 
dal capello lungo e corvino,
tacco 18, tubino nero , altezza considerevole
e book fotografico tra le mani inanellate.
Immagine
Le abbiamo spiegato , con parole semplici ,
che  un studio di biechi legulei
non è  uso ( purtroopo ) fare casting per modelle
e, senza turbare l'anima candida,
siamo scesi per scoprire dove dovesse andare .

Subito sotto il nostro campanello era apparso durante la domenica,
un nuovo misterioso inquilino: 
la maison di una aspirante stilista.

Perchè mai l'avventente giovinetta abbia deciso che
tra “Studio Legale “ e “L'arte della moda” 
l'atelier fossimo noi è un mistero che solo menti
 più raffinate della nostra possono comprendere.
Rimanendo a galleggiare nella nostra  ignoranza 
io e la mia collega l'abbiamo quindi
spedita verso il suo provino.

Giap però è curioso come un macaco e tra un fascicolo e l'altro
ha mulinato vorticosamente le tozze dita 
alla ricerca di notizie sulla nuova inquilina.
Ecco , lo stile della “maison “ è più o meno questo: 
Immagine

Insomma, pare proprio  una casa di moda 
con  svariate “sfumature di grigio”.
Si prospetta un inverno di incontri interessanti 
ed una grandissima difficoltà di concentrazione.

Rigurgiti di coscienza

Spacciava droga ai compagni di classe per avere qualche soldo in più di quelli che già i genitori concedevano senza parsimonia.

Ero riuscito a patteggiare il minimo della pena e non farlo restare in galera.
Dopo tre  anni, per arzigogoli giuridici che non sto a raccontarvi, lo Stato ( lento, lentisssimo ma fortunatamente a volte inesorabile) gli ha mandato il conto economico delle sue malefatte : 9.000 euro.

Tento una improbabile ma illuminata istanza, rimbalzando tra brocardi latini e leggi che si rincorrono, ma ottengo solo l’onore delle armi dal Giudice (Mi  hai costretto a studiare tutta la domenica) : la multa rimane.

Spiego la cosa al ragazzotto  ed ai genitori schierati ai lati. ( Madre con turbante di pelliccia  alla dottor  Zivago )

Il giovine virgulto non mi risparmia alcuno dei luoghi comuni e delle frasi di circostanza:
“Non è giusto; c’è chi ammazza e se la cava; è una cosa assurda; in Italia non c’è giustizia e poi ,avvocato, ….io pensavo che la pena sospesa fosse anche quella pecuniaria….. se l’avessi  saputo.

In quel momento mi torna in mente una scena che avevo voluto dimenticare: quella della madre che insiste perchè io chieda al  Giudice di  ampliare  il permesso per  lasciare gli arresti domiciliari.
“Insomma – mi diceva- il ragazzo  oltre ad andare a scuola deve poter  fare almeno l’apertivo del venerdi sera.”

Non ce l’ho fatta , non ce la potevo proprio fare.

Quando sono usciti un quarto d’ora dopo la mia nipote ( novella praticante) mi guarda sorridendo e  mi chiede:

Gli hai veramente urlato quello che ho sentito?”

“Cosa si è  sentito, oltre la porta?”

Io ho capito qualcosa come : Ragazzo qui c’è scritto che sei un bieco spacciatore , non hai fatto un giorno di galera , hai preso il minimo della pena e ancora parli ?”

“Credo che il concetto fosse quello, ma veramente gli ho detto “bieco spacciatore”?

“Si !”

“Bene, e  ricordami  di non fare sconti in parcella.”

 

Amori Folli al cominciar dell’anno.

Cervinia 2050m.
5 gennaio 2012

Giap si alza dal letto svegliato dal silenzio .
Tutta la notte fuori dalla finestra  il vento aveva urlato così forte da suggerire sogni inquietanti: era perso sul pack in una  tenda rossa dalla quale non veniva salvato, come Nobile,  da un rompighiaccio sovietico , ma molestato sessualmente  dal pinguino di Happy Feet a ritmo di bachata.

Dopo essersi ripreso ed aver giurato di non bere mai più  genepy per digerire  la zuppa valpellinenze,  legge le previsioni:

     Breuil Cervinia           – 2 c° / – 19 c°
neve

                                                                vento : NE a 71 Km/h
                                                                Umidità. 82%

e decide che è meglio tornare a casa ( prima che il pinguino ritorni  ).

A metà della strada che percorre la valle , dietro ad uno spalaneve, tra alberi ghiacciati , tornanti scivolosi  ed il vago sentore che lo Zar dietro stia per cominciare  ad agitare il dito e parlare di” luccicanza”, appaiono questi due:

Giap  riflette.
Non sono due poveri viandanti colpiti da improvvisa tempesta e bisognosi d’aiuto.
Siamo in Val d’Aosta, a 1800 m. d’altitudine, è il 5 gennaio e nevica da 24 ore.
Sono certamente due pazzi e se tocca un attimo i freni può mettere fine alla loro miserevole vita ,strappandoli ad una cupa esistenza  e nel contempo far risparmiare una discreta somma al Servizio Sanitario Nazionale.

Mentre già si vede premiato dal Prof. Monti in persona, supera la prima figura che vagola sbandando nella tormenta.

E’ una gentile donzella ! Arranca e sbuffa seguendo il compagno  che la precede di qualche decina di metri.

Giap abbandona d’incanto ogni istinto omicida: una che si trova un fidanzato così non ha bisogno di altre punizioni, la vita è già stata sin troppo crudele
Buon Anno.

Sono partito con nella testa l’eco delle parole  che l’amico romano aveva scolpito nel ghiaccio del suo terzo, quarto, forse quinto Campari :
“L’unica vera città è Rrroma ( ndr: scritto come si pronuncia) . Al suo  confronto Parigi è come Busto Arsizio!”
 
Ecco, con tutto il rispetto per la città natia adagiata tra la Malpensa e le mucche svizzere, a me di sbirciare in un cortile nella serata caldissima di un giorno assolato e trovarmi con l’ombrello sotto la pioggia battente , viola per di più, non era mai accaduto.
 
Neppure a Roma . 

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