GIAPATOI

L'adozione Infinita ( parte seconda)

Tra bolli e marche e silenzi burocratici anche a casa Pirillo arrivò l’autunno.
Il cittadino di Pinguinia divenne maggiorenne mentre era in Italia e..
 
TAH- DAH !!!!
 
come un incantesimo, tutto improvvisamente svanì.
 
Il Tribunale dei Minori disse: "ahhhaa ! beh  non è più compito mio."
L’Associazione per l’adozione disse sorpresa: "ma guarda , è diventato maggiorenne; ma come passa il tempo ; si, si  non ci son più neanche le mezze stagioni."
Le Commissioni dissero : "No, no, i maggiorenni non ci interessano anzi, ci fanno anche un pochino impressione."
 
Com’è come non è,
il povero bambino tenero e coccoloso che muoveva a compassione per la sua triste esistenza divenne in una notte un :
bastardoextracomunitariosenzapermesso
disoggiornochevienequiarubareillavoroanoi
chesenetornialsuopaesecheconquellafacciali
quantomenoviolentalenostredonneepicchiainostri
uominioviceversachetantoquellisontuttidelinquenti”.
Oplà!
 
Fortuna che Pirillo  viveva in un piccolo paese  dove tutti  san di tutti e ciascuno, dal parrucchiere al poliziotto, fece finta per mesi di non vedere il biondino che giocava a pallone all’oratorio, che frequentava scuole e lezioni senza essere in nessun registro, che lavorava con Pirillo senza nessun contratto.
 
In pratica una dolcissima Italia di delinquenti, complici di gravissimi reati e forse pure terroristi.
Intanto l’indomito Pirillo  ricominciò il giro delle sette chiese e dei mille sportelli.
Iniziò  provando con la pratica di adozione di maggiorenne.
E’ una pratica complicata, roba che si usava nell’800 quando le famiglia di buona società avevano bisogno di trovare l’erede maschio che continuasse il blasone e la stirpe.
 
Pirillo sperava  di trovare un giudice, che superando un paio di inghippi e clausolette , avesse l’ardire di stortare un  pochino la legge per raddrizzare i torti commessi dai suoi pari sino a quel momento.
Quel giorno il magistrato era bionda , materna e quasi commossa al vedere la “quasimamma” ed il “forsefiglio” mano nella mano avanti a Lei .
Il giudice chiese al Pubblico Ministero cosa ne pensasse di quella curiosa situazione e questo , burbero e serio, disse: "In una situazione così particolare mi pare chiaro che l’adozione s’ha da fare” .
Andate pure , disse allora il Giudice sorridendo, non si preoccupi signora, deciderò al più presto.
 
Il più presto furono altri tre mesi sino a quando  una mattina arrivò la sospirata decisione:
“Premesso codesto e visto quell’altro, dura lex sed lex , niente adozione! “.
 
La ragione, o la colpa,  sarebbe l’esistenza di un’altra figlia.
Questo fatto  non permette l’adozione di un maggiorenne, perché la sorellina potrebbe non essere d’accordo a dividere col nuovo venuto “il patrimonio dei genitori”.
 
Da quel momento Pirillo oltre a dover consolare una “quasimamma” ed un “forsefiglio” ebbe da ricostruire il morale di Puffa, additata come causa ultima della mancata fratellitudine.
Proprio lei che  avrebbe regalato tutte le sue bambole al Giudice in cambio del fratello.
 
Ma tant’è ,altro giro , altra corsa ed ennesimo ricorso alla Corte d’Appello.
Altri giorni ,altri mesi d’attesa .
Intanto il ragazzo fantasma passa pure l’esame della scuola che ha frequentato ma il diploma lo riceverà solo quando diventerà un ragazzo in carne ed ossa….
ah no ! quello era Pinocchio, scusate.
 
Alla fine un’ altra sentenza, la sesta , un’altra delusione, l’ennesima.
“ Capiamo tutto , è una situazione delicata, bibbede bobbidi bu ma
….niente adozione, speriamo che la legge cambi, buona fortuna!”
 
Tutto da capo.un’altra volta.
Pirillo chiese al suo imbronciato azzeccagarbugli che diavolo si potesse ancora fare.
 
Qualcosa in effetti si poteva ancora tentare :rompere le palle a tutti , da Napolitano alle guardie Svizzere passando per Cartoon Network.
Qualcuno alla fine gli avrebbe dato retta, per Toutatis! 
Lo fecero.
 
( fine seconda parte)
( manca poco , un attimo di pazienza)
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11 pensieri su “L'adozione Infinita ( parte seconda)

  1. Eccheccà!

    (scusa, non sono riuscita a trattenermi…)

  2. Sta diventando avvincente, ma c’è il lieto fine?

  3. “una dolce italia di delinquenti, complici…”.
    fa’ pensare, che nonostante tutto non siamo come i potenti ci pensano, anche nella pancia e a pelle.
    era tanto che non mi ricordavo una cosa semplice dell’essere italiana che mi puo’ rendere orgogliosa.
    e proprio su quei temi in cui di solito son costretta dalle notizie a vergognarmi.

    grazie giap.

    (voglio il finale, possibilmente lieto!!)

  4. Non ho ancora portato a termine la mia adozione e già non credo + alla favola dell’interesse supremo del minore.
    Ma dove, ma quando???
    Spero, comunque, nel lieto fine

  5. Due post e ancora niente lieto fine…

  6. Giusto qualche sera fa, stavo discutendo con un amico – uomo di grande bontà d’animo ma con visioni un filo quadrate – sull’opportunità di una legge che consenta l’aborto regolamentato piuttosto che una che lo vieti. La sua visione è quella classica: tutta la vita è sacra, non va usato come anticoncezionale a posteriori, ci devono pensar prima eccetera. Uno degli altri luoghi comuni che ha tirato fuori è “potrebbero semplicemente averlo e, se non lo vogliono, darlo in adozione”. Ecco, credo che a queste persone andrebbero ricordate le normative vigenti in materia di adozione e quanto “semplici” e “prive di ostacoli” siano le relative procedure. Magari la volta successiva provano a soppesare quello che stanno per dire per verificare che sia verosimile prima di usarlo come argomento in proprio favore…

  7. mi viene il magone a leggere queste cose qui e poi pensare a quanti bambini e ragazzi vivono in situazioni disgraziate all’interno della famiglia di origine senza che nessuno si occupi di loro.

  8. Ma è uno stillicidio!!!
    Si fa così con gli amici?!?

  9. boston@di al tuo amico quadrato di mantenersi così, con le sue belle illusioni quadrate sulla linearità del mondo.
    Fuffia@non volevo allarmati! la kampuchea è vicina!

  10. Ma Giapa, non ti preoccupare per me! Vengo qui, leggo di te, della Zarina e del cucciolo e mi sento vicina vicina alla mia Kampuchea!

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