GIAPATOI

L'adozione infinita ( il lieto fine)

 
I due  iniziarono le telefonate e le mail.
Alla commissione adozioni internazionali.
Al Ministero dell’interno.
Alla Caritas
Agli Uffici della Presidenza della Repubblica
Alla Questura
All’amico carabiniere
Alle bloggherine esperte
Alle associazioni esperte in adozione ed aiuti internazionali.
 
Qualcuno offrì conforto  perchè null’altro potevano offrire.
Altri un interesse peloso ed inconcludente.
Qualcuno non rispose neppure.
 
Un giorno, quasi per caso, una piccola signora gentile da un ufficio lontano  disse che ci avrebbe provato.
Che avrebbe richiamato.
 
E richiamò
Disse che almeno poteva trovare il modo di avere un permesso di soggiorno,così che l’uomo di Pinguinia potesse rimanere per sempre con la sua primaopoifamiglia”.
 
La piccola signora gentile diede a Pirillo il nome di un funzionario della Questura di una grande città.
Sgarzolina era perplessa , stanca e sfiduciata ma il suo sposo disse che in Pinguinia suo figlio non tornava , piuttosto faceva il giro di tutti gli uffici della nazione per sputare negli occhi a tutti : uno per uno.
 
Nel frattempo accadevano cose curiose:
Il Ministero da qualche giorno tentava insistentemente di consegnare a Pirillo dei soldi perché , come diceva il Ministro in persona in una bella letterina prestampata: “l’adozione è una scelta difficile e meritoria ed ora che siete giunti alla fine eccovi un bel contributo in denaro” ( sic!) "
L’Ente distratto spedì , quasi negli stessi giorni, un’altra letterina che più o meno diceva:" ci scusiamo molto di non esserci avveduti che il bimbo che vi avevamo proposto per l’adozione era “scaduto” ma  se volete ve ne procuriamo un altro, naturalmente allo stesso prezzo.( doppio sic!)
 
Tra una letterina e l’altra il giorno della visita arrivò.
Una bella signora decisa fece capire a Pirillo che era quasi un miracolo, che aveva dovuto litigare con tre quarti del suo ufficio ma che lei era stufa di far solo il suo dovere.
Pirillo intese che quello che aveva smosso la signora col sorriso era l’aver compreso la solitudine di quel ragazzo fermo davanti a lei. Aveva capito in un momento che neppure nella tundra  qualcuno lo aspettava più, neppure l’orfanotrofio, solo la strada.
 
In un paio d’ore il giovane di Pinguinia, girò come una trottola dodici uffici .
Venne fotografato , catalogato, scannerizzato e spedito a festeggiare il suo permesso di soggiorno per motivi umanitari nella pasticceria di fronte al palazzo.  
 
Ora potrà ritirare il suo diploma, girare tranquillo per il paese, fare la patente ed andare a trovare la sua fidanzatina con la macchina di papà.
Potrà  iniziare un vita in carne ed ossa.
 
A metà di una fetta di torta con la crema Pirillo si accorse che il suo ragazzo aveva lo sguardo malinconico.
“Che c’è, piccolo? –chiese- non sei contento?”
“Si –rispose- son contento, certo. Ma io volevo solo un papà, null’altro.”
Pirillo giurò in quel momento che non si sarebbe potuto accontentare di aver il ragazzo con se .
Giurò che non si sarebbe fermato sino a quando il suo ragazzo sarebbe diventato suo figlio e poi nipoti i suoi figli.
 
Ma questo è ancora da venire.
Per ora chi racconta è solo felice di potere andare a dormire pensando che nessuno dividerà più Pirillo  ed il suo bambino.
 
Buonanotte
                                                                                               L’azzeccagarbugli
 
 
 
 
 
 
  
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13 pensieri su “L'adozione infinita ( il lieto fine)

  1. offf! che sospiro di sollievo!
    sono fiera di te Giap.

  2. Commozione e sorrisi.

  3. Bene, intanto prendiamo questo e poi speriamo in un futuro. Bella “favola”

  4. io lo dico da un pezzo che tu sei il mio preferito!!!!
    ;)))))))

  5. bellissima storia. grazie

  6. C’è una speranza per il pianeta, a quanto pare…
    🙂

  7. quello che aveva smosso la signora col sorriso era l’aver compreso la solitudine di quel ragazzo fermo davanti a lei. Aveva capito in un momento che neppure nella tundra qualcuno lo aspettava più, neppure l’orfanotrofio, solo la strada.

    Un plauso alla signora. Quello che mi sgomenta è che per una signora col sorriso che si passa la mano sulla coscienza e capisce, c’è un apparato burocratico (fatto di carte e leggi, sì, ma anche di persone) a cui della sorte altrui non sembra importare poi molto.
    Quanto a Pirillo e al giovane di Pinguinia, quello che manca è soltanto un pezzo di carta, sono già padre e figlio da un pezzo!

  8. Quello che mi chiedo è perchè.
    Perchè la legge e la burocrazia si accaniscono tanto con chi vuole adottare? Anche davanti a dei casi lampanti come questo la loro miopia lascia sgomenti. Possibile che non ci sia nulla da fare x rendere meno farragginoso e pesante il tutto?Comunque sono lieta x il quasi completo lieto fine.
    A.

  9. Un pezzo di carta a volte è necessario, ma che quei due siano già padre e figlio va al di là di qualsiasi dubbio!
    Ba

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