GIAPATOI

Fuga ad Ovest

zarina nella neve
 Sabato vado al pernotto!”
“Che cazzo è il pernotto Zar?”
“Vado a dormire col sacco a pelo all’oratorio con quelli che fanno catechismo.”
“Ma tu sei esonerato anche dall’ora di religione e non vai a messa dalla prima comunione!
Come minimo  ti tengono fuori tre notti all’addiaccio vestito di un saio prima di farti entrare.
Vabbuò ,se vuoi andare vai” dice Giap magnanimo ed accondiscendente.
“Zarina! Yeeeppa ! Il prossimo weekend si fa in gita;  non ci avevano invitato a Torino?”

 
Così  , nell’unica giornata del secolo in cui c’è il blocco  delle auto e pure la neve, i due , senza adolescente a carico, scendono in un piccolo hotel dalla parti della Crocetta.
 
Torino  per la gente al di qua del Ticino è rimasto un posto umido, dove vivono  vecchie zie un po’sciroccate con linguaggi misteriosi e gesti che seguono un galateo bizzarro.
 
I torinesi son gente che quando la inviti a casa si ferma e chiede permesso ad ogni soglia e tu te li perdi , parlando al nulla fin  quando sei ormai in fondo al corridoio.
 
E’ una  strana atmosfera per chi viene dalle terre ove regnano Trota Bossi e Nicole Minetti. ( Due che condividono un solo cervello e un gran bel culo e son toccati  entrambi alla seconda).
 
Dalle finestre dei nostri ospiti si vedono tetti  e tranquilli viali senza auto .
La conversazione al tavolo della cucina, in quella mattina calma dalla luce bianca di neve, è lieve : di libri,  paesi e  ricordi di amici .
Per casa gira la giovane figlia   con i ricci chiari e la tazza della colazione mentre il cane scruta chiunque gli passi a tiro con lo sguardo  languido e una palla da tennis in bocca.
 
Usciamo e da un portico all’altro arriviamo al “Bicerin”,
che sta di fronte al Santuario della Consolata  o viceversa :
dipende se sei più devoto o goloso.
 
In ogni caso l’ ingenuità degli ex voto appesi sul muro dietro la sacrestia di quella strana chiesa ovale fa tenerezza.  Qualcuno ha ringraziato la Vergine  per grazie improbabili  come aver ricevuto una dentiera nuova  o essersi salvato da uno scontro frontale tra due biciclette: cose di anni più semplici .
   
 Il mio pellegrinaggio devozionale finisce invece dietro il bancone  di Gobino : gianduiotti freschi ricoperti di cioccolato fondente.
Torno verso l’albergo con lo stesso concentrato silenzio del fedele che torna alla sua panca dopo la comunione.

Prima però mi portano a Palazzo Graneri della Roccia,al "Circolo dei Lettori".
Un posto così sarebbe piaciuto a Borges. A me è piaciuta anche la sposa in corto tailleur bianco che scalza salutava gli amici che lasciavano la festa.

Riprendiamo il cammino  con  altri amici che abitano poco lontano.
Lungo la strada la memoria fa strani rimbalzi tra il freddo ,il cielo grigio, la neve e lo spettacolo di Paolini bevuto d’un sorso qualche giorno prima.
Non comprendo il legame sino a quando mi torna il ricordo del mio ultimo viaggio a Torino e rivedo l’amico che dalla sua finestra sul retro mi indica  la scala del palazzo di fronte:”Vedi,  Primo Levi abitava li”
 
Torniamo a casa ,verso est , scoprendo solo lungo la strada che il ragazzo al pernotto sul pavimento dell’oratorio aveva preferito la casa della nonna, rincasando dal cinema dopo aver cenato da un amico.     
 
Con buona pace del Papa, dell’Imperatore e di Canossa.

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13 pensieri su “Fuga ad Ovest

  1. e con grande felicità della nonna stessa
    ciao

  2. "e sono toccati entrambi alla seconda"… mica sono d'accordo. Il trota ha un GRAN BEL CULO di suo, altrimenti come farebbe un pluribocciato che nella vita fondamentalmente spara cazzate imboccategli dal papà a fare non so quantimila euro al mese?

  3. quello non è culo: è miracolo!

  4. che la Minetti abbia cervello e' possibile. difficile credere che ne faccia uso.

  5. e va bè. ma venire a cento metri da casa mia e non citofonare neanche, ma che modi sono.

  6. "Usciamo e da un portico all’altro arriviamo al “Bicerin”, che sta di fronte al Santuario della Consolata  o viceversa: dipende se sei più devoto o goloso."

    Mi sa che io e te stiamo dalla stessa parte della barriquata.
    :o)

  7. C'è un santuario davanti al "Bicerin"? Ma guarda… (tanto per dire da che parte della barriquata sto io)

  8. Chissà perchè non avevo alcun dubbio su voi due! smack 
    anzi slurp!

  9. Torino è un supplizio per i golosi.
    Quando son passata davanti a Gobino meno male che c'era il Bib che mi ha tenuto, sennò entravo e facevo una strage.
    E poi nella stessa via c'era un altro pasticcere e un caciaio sulla cui vetrina abbiamo lasciato la scia di bava come le lumache.

  10. Ah, c'è il Bicerin davanti al Santuario della (S)consolata?
    🙂

  11. non fare la (S)golosa adesso!

  12. Bella Torino.
    Possono dire quello che vogliono. Ma la Toscana non ha quella bellezza fredda e composta. Ha una bellezza diversa. E a me il Piemonte decoroso e fine manca un po'.

  13. Ammè mi fa un sacco sorridere (e anche un po' pensare all'occasione persa) sta cosa che mentre tu venivi a "casa mia" io andavo verso casa tua!

    (Dai dai dai continuate a parlar bene di Torino che mi gaso) 😉

    Rita immigrata, con l'entusiasmo del convertito

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