GIAPATOI

Archivi per il mese di “maggio, 2012”

Pensierini matematici

Cinquantuno sono come cinquanta, ma di più.

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Che dire ?

 

 

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Tolto tutto l’irriferibile per ragioni di riservatezza, ma soprattutto di decenza,
rimane troppo poco per fare un post .

Eppure nessuno di noi ha mai smesso si parlare ( e di bere)  per tutta la cena.

La quantità di cazzabubbole che sgorga ad ogni incontro mi fa capire
che le nostre vie si sono certamente  incrociate per imprescrutabile capriccio degli dei:

Bacco probabilmente.

 

L’irresistibile fascino di un vestito da sposa. (post per femmine)

Passare il  tempo in un luogo in cui passano guardie e ladri , rapinatori e stalker, debitori ed interdetti, folli, pazzi , pezzi di matrimoni e residui di  amicizie,  fiaccherebbe il senso dell’umorismo anche a tutti e cinque i fratelli Marx in un sol colpo.

Ma , ma .

Ma poi tu entri nell’aula “B” ,quella delle udienze penali ed il giudice ti chiede:

” Avvocato Giap, Ha visto per caso se l’avvocato Busillis è qui fuori ? E’ lui il difensore del prossimo processo.”

No guardi, non l’ho visto, ma forse è andato anche lui fuori dall’aula in fondo al corridoio, quella dei divorzi, a vedere la signora bionda ed appariscente che si è presentata al suo divorzio vestita come una sposa”

“Cosa dice avvocato Giap?”

Signora Giudice, ha un vestito bianco con una gonna vaporosa, un cappottino bianco sopra e i fiorellini nei capelli “

Dopo un secondo nell’aula penale ero rimasto solo io e la guardia ,mentre la giudice, la cancelliera e pure il pubblico ministero ( “La” pubblico ministero) erano schizzate fuori alla ricerca della  sposa separanda.

Dopo cinque minuti sono tornate , visibilmente soddisfatte.

L’unico commento che ho sentito da loro prima che cominciassero il processo a carico del mio cliente , fidanzato troppo assillante,  è stato:

“Il vestito era bello , ma quel tacco 15 pitonato con il plateau era più da zoccola che da sposa.”

 Giustizia è fatta !

Le nuvole son scappate dalla valigia ( e il cuore è più leggero )

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La valigia nera era finita in solaio.
Le sue carte ordinate in buste di plastica.
Girando a vuoto in una serata ruvida
le parole sconnesse son finite li, quasi inciampando.

“Tu lo sai che è tutto scritto li dentro, vero: nomi luoghi e storie.”

“Nulla da temere, niente da nascondere o di cui vergognarsi.”

“PRENDILA”

“ORA.”

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