GIAPATOI

Archivi per il mese di “ottobre, 2014”

I matrimoni tardivi

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I matrimoni tardivi sono come le vendemmie, si colgono frutti più maturi e si ottengono vini profondi e dolci.
I matrimoni tardivi però, a dispetto della loro natura, mal sopportano le smancerie del cerimoniale ed al sorpreso invitato, nel suo vestito migliore , si presentano delle situazioni inaspettate.
Sin dall’inizio salta la scena dello sposo in attesa davanti all’ufficiante con la sposa in rituale e scenografico ritardo.

Per loro è naturale , chiudono casa ed arrivano con la stessa auto, ma agli amici dello sposo vien tolto tutto il repertorio di battutacce sul tema ed ai vecchi spasimanti delusi della coppia non vien concesso neppure quel momento di fievole speranza della fuga stile “il laureato”.
Iniziata la cerimonia anche il rubicondo sindaco si trova in ambasce e deve lasciare infilata sotto la fascia tricolore tutto il repertorio di allusioni alla prima notte di nozze e “gliauguriefiglimaschi” : i due testimoni sono i figli appena maggiorenni della sposa.
Il meglio però arriva alla fine , quando la sposa, uscendo dalla sala, scruta la folla degli invitati e non scorge i gruppi di giovini donzelle pervase da nubi di estrogeni alla caccia del bouquet.
La sposa , che nei matrimoni tardivi è sempre donna di spirito, non si perde d’animo e con gesto elegante porge i fiori all’unico soggetto in età da matrimonio: l’amico dello sposo.
Il giovin signore abbozza e si allontana , ma giurerei d’averlo visto a fine banchetto, parlare con i fiori attraverso il ventesimo calice di vino .
Viva gli spoooosi!

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