GIAPATOI

Faccia furbetta

Faccialibro mi diverte.  Non ho mai avuto problemi a postare foro per gli amici,so quali sono i rischi reali,non penso  sia il risultato  di un complotto giudaico bolscevico.    È  per  questo motivo  che ho deciso di fare un po di pulizia  almeno per chi passa sulla mia bacheca. Ho deciso  che risponderò  sino alla noia a chiunque pubblicherà  dandole per vere le notizie, normalmente razziste, prese  da improbabili  edizioni satiriche.  Risponderò a chi dice inesattezze e falsità  indicando le fonti reali.   Non servirà,  ma far passare ogni giorno questa  implacabile pioggia di notizie false  non mi lascia tranquillo. I tedeschi a furia di sentirlo hanno dato per scontato  che gli ebrei fossero  cose e non umani,i turchi ancora oggi van cianciando di improbabili complotti  armeni, l’algida imparzialità  degli amministratori  di Facebook assomiglia alla stessa distrazione  delle cancellerie occidentali d fronte ai primi inequivocabili segni di quei  disastri imminenti.   Lo farò per la mia coscienza ed anche perche  l’idea originale di faccialibro continua ad affascinarmi.      Lo farò anche superando il fatto che proprio faccialibro, a causa della mia veneranda età non pubblica più  sulla mia pagina pubblicità  di palestre ,signorine e bevande  energizzanti ma solo  di monta scale  per anziani e case di riposo in Liguria. Ahimè.

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I matrimoni tardivi

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I matrimoni tardivi sono come le vendemmie, si colgono frutti più maturi e si ottengono vini profondi e dolci.
I matrimoni tardivi però, a dispetto della loro natura, mal sopportano le smancerie del cerimoniale ed al sorpreso invitato, nel suo vestito migliore , si presentano delle situazioni inaspettate.
Sin dall’inizio salta la scena dello sposo in attesa davanti all’ufficiante con la sposa in rituale e scenografico ritardo.

Per loro è naturale , chiudono casa ed arrivano con la stessa auto, ma agli amici dello sposo vien tolto tutto il repertorio di battutacce sul tema ed ai vecchi spasimanti delusi della coppia non vien concesso neppure quel momento di fievole speranza della fuga stile “il laureato”.
Iniziata la cerimonia anche il rubicondo sindaco si trova in ambasce e deve lasciare infilata sotto la fascia tricolore tutto il repertorio di allusioni alla prima notte di nozze e “gliauguriefiglimaschi” : i due testimoni sono i figli appena maggiorenni della sposa.
Il meglio però arriva alla fine , quando la sposa, uscendo dalla sala, scruta la folla degli invitati e non scorge i gruppi di giovini donzelle pervase da nubi di estrogeni alla caccia del bouquet.
La sposa , che nei matrimoni tardivi è sempre donna di spirito, non si perde d’animo e con gesto elegante porge i fiori all’unico soggetto in età da matrimonio: l’amico dello sposo.
Il giovin signore abbozza e si allontana , ma giurerei d’averlo visto a fine banchetto, parlare con i fiori attraverso il ventesimo calice di vino .
Viva gli spoooosi!

Piano, Amore e Fantasia

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10 settembre,

AvvoGiap,
Spero di sentirti bene,…
La casa…, i figli… ,l’assegno…              il lavoro.

L’ultima richiesta che farei ad Andrea  è più romantica se vogliamo; gliene ho già parlato ed è un pianoforte. Mi ha tolto il sogno di ogni donna, un uomo da amare e una famiglia da accudire… vorrei me ne desse in cambio un altro. Ho sempre sognato di imparare a suonare il pianoforte e d’ora in poi avrò molto tempo da dedicarci.

29 settembre

Ciao ,
non inviare nulla a Andrea… abbiamo parlato e proviamo a rimettere insieme i pezzi….
Per cui non serve nessuna separazione.
Il pianoforte l’ha già comprato!!!

Adoro il lieto fine, le persone arzigogolate e le storie musicali.
Una storia così vale molto più del tempo che le ho dedicato.

Grazie

NOME D’Arte ( l’arte di sbagliar nome)

 

Immagine

Anche se nella vita hai deciso che il cartellone ove il tuo nome deve splendere a carattere cubitali è l’elenco degli indagati in un processo per i peggio reati del codice, sceglierti come sopranomme ” Gigino  o’delinquente” NON è comunque una buonissima idea per impressionare favorevolmente la critica, si , insomma, la Giuria.

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